Verità RelativeVerità Relative
  • 0

by Marco

Tecnica pratica per eliminare Fobie e Traumi.

Ciao, questa è la famosa tecnica per eliminare le fobie o i traumi usata soprattutto in PNL.

Il termine tecnico, se vuoi saperne di più, è: “The V-K dissociation phobia cure”

L’esercizio che segue serve per far dissociare le sensazioni dalle immagini che scaturiscono la fobia in questione o per uscire da eventuali traumi del nostro passato. Le fobie più diffuse sono per i ragni, serpenti, insetti, topi, cani, ma sono anche comprese le paure degli ascensori, dell’acqua, degli aerei, del parlare in pubblico, e quindi anche la fobia per la neve…

Qualsiasi sia la cosa che ti scatena una reazione incontrollata o esagerata si può risolvere con questa tecnica.

Prima dobbiamo però fare un minimo di premessa:

Una Fobia è una reazione spropositata ad un determinato evento che non costituisce un vero pericolo che giustifichi la reazione.

Chi ha paura dei ragni reagisce in maniera esagerata in confronto al pericolo che un piccolo ragno potrebbe effettivamente creare. Stessa cosa per chi ha paura degli ascensori, è uno dei mezzi più sicuri in assoluto ma chi ne ha paura non riesce a salirci neanche sforzandosi.

Un Trauma è invece un’esperienza passata che ha lasciato il segno nel tuo inconscio, potrebbe essere stato un grave incidente stradale o la morte improvvisa di un parente e creare del disagio nella nostra vita presente.

Un’altra cosa che bisogna conoscere è che l’inconscio è più potente della parte razionale di noi, infatti chi si rende conto che la sua fobia è assurda, comunque non riesce a controllarsi quando questa si scatena. Se per esempio la fobia riguarda i serpenti e il soggetto vede un serpente dentro una teca di vetro, chiaramente al sicuro, comunque la reazione spropositata potrebbe avvenire lo stesso. Questo succede perché il cervello è una macchina che funziona con degli automatismi e quando ne parte uno in automatico è difficile fermarlo. Come se venisse schiacciato un bottone e automaticamente scatta una reazione. Per reagire in maniera differente bisogna riprogrammare il nostro cervello come fosse un computer.

Poi serve capire un’altra cosa: sapere il perché della nostra fobia non serve a niente. Andare a scavare nel nostro passato per scoprire l’episodio che ha creato il trauma o la fobia non aiuta a risolvere la situazione, anzi, a volte la peggiora perché se l’inconscio sotterra alcuni eventi della nostra infanzia forse è meglio non andare a risvegliarli per non riprovare di nuovo le brutte sensazioni che abbiamo dimenticato…

Se ho paura dell’acqua posso benissimo ricordarmi che da bambino ho rischiato di affogare ma quando sono sul bordo della piscina comunque non riuscirò ad entrare neanche con la forza. La forza di volontà non centra niente perché le fobie e i traumi sono a livello inconscio e quella parte della nostra mente non ragiona ma reagisce d’istinto, come quando vedi all’improvviso un oggetto arrivarti addosso e di scatto lo prendi al volo o ti togli per scansarlo, tutto avviene in automatico senza il tuo permesso cosciente e razionale. Quindi non è questione di forza di volontà.

Un’altra cosa che dobbiamo renderci conto per affrontare al meglio la situazione è che di solito si tende a generalizzare la fobia in questione. Leggi attentamente questi 2 dialoghi tra Terapeuta e Paziente:

P: Dottore io ho il terrore dei ragni e quando ne vedo uno comincio a strillare come una pazza

T: Ma di quali ragni ha paura?

P: Tutti indistintamente, li odio!

T: Anche se vede un ragno a venti metri di distanza? Anche i ragni di peluche o di plastica? Anche i ragni che vede in foto o in televisione? E se vede un ragno in un cartone animato?

P: Beh no, quelli no.

T: Ah allora non proprio tutti i ragni…

Questo dialogo apre la mente del paziente che ha sempre (generalizzato) fermamente creduto di essere terrorizzato da tutti i ragni e predispone l’inconscio alla possibilità che se esistono alcuni che non fanno scattare la fobia allora c’è la possibilità che questi includano anche quelli veri.

Altro dialogo di esempio:

P: Dottore io ho paura della neve e non riesco proprio a farmela passare. Quando nevica comincio a sentirmi soffocare, mi viene l’ansia e attacchi di panico.

D: Ma quale tipo di neve la spaventa?

P: Tutta la neve indistintamente, è più forte di me, se so che fuori c’è la neve è un disastro!

D: E se la neve la vede in un film? O la neve dentro una palla di vetro? O se la neve è a 500 metri da lei?

P: Beh no, quella no.

Anche qui l’inconscio si rende conto che ha sempre generalizzato la sua fobia esagerando nelle occasioni immaginate. Inoltre quando la paziente dice “è più forte di me”, lo crede perché ignora il fatto che non è “lei” che ha paura ma è una risposta del suo inconscio, una reazione in una parte del cervello che è fuori dal nostro controllo quindi non ci vuole più forza di volontà o più carattere per risolvere, ma altro. Chi di solito ha queste fobie crede di “essere” fobico e non di “fare” il fobico. Questo è un altro particolare importante da sapere; e cioè che la reazione esagerata è una serie di immagini, pensieri e azioni che si svolgono contro la nostra volontà e quindi basta insegnare al nostro inconscio a fare diversamente; ovvero altre azioni quando si sviluppa la situazione fobica. Se invece si crede di essere malati, sbagliati, deboli o qualsiasi altra etichetta che ci definisce “qualcosa”, allora sarà più difficile pensare di poter “cambiare”. Non c’è niente che non va in una persona con una fobia ma deve solo cambiare pensieri e azioni quando si presenta la causa.

Ricapitolando è una questione di processi mentali e azioni fisiche che “fai”. Non è una caratteristica della persona, del suo carattere o del suo “essere”. Ok?

Ora passiamo alla tecnica da eseguire:

Il tuo cervello in passato ha creato un’associazione esagerata ad un evento. Questo avvenimento ha creato quell’associazione in pochissimo tempo e quindi può in pochissimo tempo sostituirla con qualcosa di più utile per il tuo benessere.

Immagina come sarà meraviglioso non dover più avere il disagio che ti provoca la tua fobia. Immagina te stessa che non ha più paura e si gode senza più alcun disagio la situazione che si crea. Se hai paura della neve, immagina di poter giocare felice con tua figlia in montagna mentre scendete con uno slittino e rotolarvi poi felici su quel manto soffice e bianco.

Questa tecnica è potentissima!

L’esercizio che vuoi svolgere è pura immaginazione. Immaginare nella tua mente la situazione che ora ti spiego:

Prima di fare l’esercizio ti dico cosa intendo quando parlo di immaginarti in “prima persona” o “terza persona”. In prima persona vuol dire che immagini una situazione vista da dentro il tuo corpo, con i tuoi occhi e sentita con le tue orecchie come quando vivi una qualsiasi esperienza nella realtà. In terza persona invece vuol dire che tu ti vedi da fuori, visualizzi il tuo corpo come se guardassi un filmino del tuo passato, ti vedi interamente dall’esterno.

Svolgimento:

Ti metti seduta o sdraiata comoda e in silenzio. Cerca di non avere persone o cose intorno a te che possono disturbarti. La sera a letto prima di addormentarti è l’ideale, c’è silenzio, è buio e sei sdraiata comoda. Inoltre il cervello elabora meglio le ultime informazioni prima di cadere nel sonno.

Inizi a rilassare spalle, collo e tutto il resto del corpo respirando un pochino più profondamente del solito, gonfiando l’addome e non il petto. Dopo qualche respiro profondo e quando ti senti rilassata, chiudi gli occhi e inizia a immaginare (o pensare se non sei una persona che usa molto le immagini) di entrare in un cinema dove ci sei solo tu, scegli un posto in platea più o meno al centro della sala, non in prima fila. Il cinema però ha uno schermo piccolo come una televisione e si vede giusto giusto. Ora immagina di staccarti dal tuo corpo seduto in platea e di recarti in sala proiezione, dove c’è una bella finestra da cui puoi vedere te stessa seduta in platea, in terza persona e più in fondo vedi il piccolo schermo del cinema.

Nello schermo proiettano il film di te stessa che vive la sua situazione fobica. Come se tuo marito ti avesse filmato l’ultima volta che hai avuto paura vedendo la neve. Se per caso ti ricordi l’avvenimento che in passato ti ha causato la tua fobia: NON usare quell’episodio, ma usane uno più recente e più vicino al presente. Il film è in bianco e nero ed inizia con un fermo immagine di te stessa tranquilla (in terza persona essendo un filmato) che non ha ancora vissuto la sua fobia. Ora devi immaginare o pensare di vedere te stessa in platea che guarda il film con te stessa a cui accade la situazione che di solito ti scatena il malessere. Nel caso della paura della neve, immagina che il film inizia con te stessa a casa tranquilla con la tua famiglia. Nel film comincia a nevicare ma tu non te ne sei ancora accorta.

Ricordati che Tu, in prima persona, sei tranquillissima perché stai in sala proiezione e guardi te stessa in terza persona tranquillissima seduta nel cinema. Quando, nel film, la neve si è posata per terra abbondantemente, immagina di vedere te stessa in platea che guarda la te stessa nello schermo che va ad aprire la porta di casa e reagisce in maniera spropositata ed esagerata nel vedere tutto bianco. A questo punto il film prosegue con te stessa agitatissima che rientra in casa e piano piano si calma, inizia a piovere e tutta la neve si scioglie di colpo. Ritorni ad essere, sempre nel film, serena come prima.

A questo punto stoppi il film con l’immagine di te nello schermo che è di nuovo tranquilla. Sempre in bianco e nero, schermo piccolo e tu che guardi dalla sala proiezione te stessa seduta al cinema che guarda lo schermo. Nota quanto la situazione sia comica, non avendo vissuto tu, la tua vera esperienza ti viene da ridere vedendo la tua solita reazione esagerata e ti rendi conto dell’assurdità della situazione vista nel filmino.

Adesso viene il bello: devi immaginare di entrare nel film, nella te stessa del fermo immagine a film terminato. Ora sei te stessa in prima persona e vedi casa tua dall’interno. A questo punto immagina di riavvolgere il film fino al punto di partenza in maniera rapidissima, come se avessi un elastico dietro la schiena che ti tira indietro velocemente fino al punto prima che nevicasse. Il riavvolgimento deve essere brevissimo, tipo 3 secondi, deve essere vissuto in prima persona a grandezza naturale e tutto a colori. Come quando rivedi la moviola al contrario in tv, solo che tu sei l’attrice del filmato riavvolto.

Quindi immagini velocemente di camminare all’indietro, vedi la pioggia che sale, tu che esci fuori al contrario, la tua reazione esagerata alla vista della neve, torni dentro casa, la neve sparisce risalendo, e tu torni tranquilla come all’inizio del film quando ancora tutto deve accadere.

Ora immagina uno schermo enorme bianco per 10 secondi circa e ripeti: Sei di nuovo nel film, in prima persona, vedi a colori e sei tranquilla che la neve si è sciolta. Riavvolgi il film velocissimo al contrario fino all’inizio prima che nevicasse. Pioggia, reazione fobica, neve, neve che torna in su, e di nuovo tranquilla. Sempre tutto in prima persona, grandezza naturale e a colori.

Ripeti lo schermo bianco per 10 secondi e il riavvolgimento del film almeno 6 volte. Da una volta all’altra parti sempre dalla fine, rilassata e in prima persona.

Finito! Sembra facile? Lo è solo che nessuno ti dice queste cosa gratis…

Ok? Riepilogo:

  1. Cinema vuoto, sei solo tu e ti siedi al centro della platea.
  2. Ti distacchi da te stessa e vai su in sala proiezioni dove vedi la te seduta ed un piccolo schermo in bianco e nero con un altra te stessa ferma immobile.
  3. Parte il film che tu guardi dalla sala proiezione, guardando te seduta.
  4. Nel film in bianco e nero sei tranquilla, nevica, esci, fobia esagerata, rientri agitatissima, piove e ti calmi.
  5. Stoppi il film con te stessa rilassata.
  6. Entri in prima persona nella te stessa del film e riavvolgi (circa 3 secondi) vivendo dal vivo tutto al contrario ma stavolta a colori; calma, piove in su, ti agiti, vedi la neve, rientri, neve al contrario e torni tranquilla. Stop!
  7. Schermo bianco gigante per 10 secondi.
  8. Ripeti il punto 6 e 7 per almeno 6 volte.

A questo punto il tuo cervello ha riprogrammato associazioni e pensieri a riguardo e se puoi, questo fine settimana, fatti una gita in montagna per gioire con la tua famiglia di questo fantastico avvenimento. La paura della neve è letteralmente SPARITA!

Non essere incredula e non storcere il naso diffidente. Questa è una tecnica che ha molti anni ed ha fatto guarire moltissime persone da fobie e traumi molto più pesanti di questo. Se non mi credi cerca su internet “The V-K dissociation phobia cure”.

Addirittura potresti rimanere piacevolmente scioccata da quanto facile è stato. Non te ne curare, sono molte le cose che non sappiamo riguardo al funzionamento del nostro cervello e chi sa queste cose si fa pagare molti euro a seduta.

Pensa invece a quanti momenti liberi e felici ci saranno d’ora in avanti giocando a palle di neve con tua figlia.

Ti saluto

Se hai domande scrivimi pure su FB o su marco@veritarelative.it


Disclaimer, leggere con attenzione:

Tutti i prodotti acquistabili su questo sito hanno la garanzia 100% soddisfatti o rimborsati.

I risultati e l'efficacia degli info-prodotti e delle metodologie suggerite, non sono in nessun modo garantiti in quanto di tipo assolutamente soggettivo e personale. Testimonianze che dichiarano di risultati specifici sono assolutamente soggettive e non sono garantite; gli esiti possono variare da soggetto a soggetto. Quanto riportato in questa pagina a titolo di recensione del prodotto è puramente personale e in forma di opinione. NON garantisce nessun tipo di risultato e non sostituisce il consulto medico.

Le informazioni contenute in questo sito web sono solamente a scopo informativo e non intendono sostituire il consulto da parte di un medico. Le recensioni si basano su materiale ed informazioni di natura generica prese dal sito ufficiale del produttore e/o fornitore, informazioni reperibili di dominio pubblico e facilmente accessibili. Non è possibile ritenere il sito responsabile riguardo l'accuratezza, completezza o veridicità del materiale pubblicato né per eventuali danni fisici o morali derivanti dall'uso improprio dei contenuti pubblicati. Il sito web non è ne produttore e/o fornitore dei prodotti che recensisce.

Marco
About Marco
Sono Marco Odino, classe '72, autore di VeritaRelative.it. e del corso Eureka!® al suo interno. Affascinato e incuriosito dallo scoprire come funzionano gli esseri umani, (questo miscuglio di corpo, mente e anima), sono diventato un appassionato Ricercatore di tutto ciò che riguarda il Benessere Emotivo. Dalle antiche filosofie Orientali a quelle più moderne Occidentali. ;-)

No Comments

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.

Per offrirti la migliore esperienza di navigazione usiamo i cookie, anche di terze parti Cookie Policy

Chiudi

Tecnica pratica per eliminare Fobie e Traumi. (The V-K dissociation phobia cure)