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by Marco

L’Empatia e il Cervello come strumento

Questo articolo vuol farvi conoscere un altro dei motivi per cui alcuni di noi credono (sbagliando in buona fede) di essere incapaci, inadeguati, deboli, sbagliati o addirittura non degni di stare a questo mondo.

Questo succede perché pensiamo di essere la nostra mente, il nostro cervello. Ci immedesimiamo con quel meraviglioso e misterioso organo, e questo è spesso causa di sentimenti come sconforto, rabbia, frustrazione ed un senso di impotenza o inadeguatezza.

Ma soprattutto partono in automatico giudizi negativi su noi stessi che aggiungono in un circolo vizioso altre sensazioni negative.

Facciamo subito degli esempi:

  • Se non riesco a controllarmi quando ho un comportamento non voluto (tipo smettere di fumare, mangiare più moderatamente, liberarsi da brutte abitudini, ecc.) tendiamo a giudicarci (anche inconsciamente) delle persone sbagliate, deboli o proviamo la sensazione di non essere abbastanza bravi, forti, capaci, ecc.
  • Se non riesco a raggiungere un obiettivo lavorativo, personale o sportivo ci potremmo sentire degl’incapaci o inadeguati.
  • Se provo spesso sensazioni di disagio, tristezza, rabbia, ecc., crediamo di essere errati come esseri umani. A volte, nei casi più gravi ci si sente addirittura indegni di stare al mondo.

Queste sensazioni ovviamente causano un malessere continuo che toglie serenità nelle nostre giornate.

Tutto questo accade perché ci si immedesima con una delle nostre parti del corpo chiamata mente o cervello. Questo è un errore comune che commette la maggior parte di noi.

Teoria:

Ma dov’è che sbagliamo? Detto in maniera semplice, il nostro cervello è uno strumento che abbiamo a disposizione come tutto il resto del corpo e dovrebbe essere considerato come occhi, orecchie, mani, piedi, ecc.; ovvero organi da usare nella vita di tutti i giorni. Se ci capita di inciampare e cadere, nessuno mette in dubbio il fatto di saper camminare e nessuno crede di essere un incapace per quello che è successo.

Quando invece è il nostro cervello che “sbaglia” (o non si comporta come vorremmo) da qualche parte pensiamo le cose peggiori di noi stessi. Crediamo che il nostro essere sia lì dentro. Ci immedesimiamo con questo meraviglioso strumento perché ci hanno detto essere la sede della coscienza. Non ci sono prove certe che sia così ma anche se lo fosse sarebbe sbagliato credere che il nostro io o il sia dentro la nostra testa.

Il cervello è come un mega computer con un programma che si modifica durante tutta la tua vita. Il programma di base viene acquisito nei primi anni di vita. Di norma funziona ad associazioni, molte delle quali avvengono inconsciamente. Per capire meglio potreste immaginarlo come un congegno pieno di meccanismi tipo l’interno di un orologio antico, la maggior parte di questi sono automatizzati e reagiscono alla nostra realtà con un immediato effetto scatenato da una causa esterna (ciò che vediamo, sentiamo) o interna se usiamo la nostra immaginazione.

Premi un bottone o tiri una leva e scatta una reazione. Vedi o immagini una situazione e provi un emozione (bella o brutta) associata. Senti o immagini un suono e succede la stessa cosa.

Se una cosa ti piace tantissimo, o non la sopporti per niente, è facile che ci sia un’associazione inconscia creata nel tuo passato che ti provoca un emozione forte come amore a prima vista o odio repellente.

Oppure l’emozione può scaturire a causa della nostra empatia più o meno sensibile.

L’empatia è provare un’emozione simile a quella
che prova qualcun altro mentre l’osservi.

Per esempio se vediamo qualcuno soffrire, proviamo sofferenza. Se vediamo qualcuno gioire proviamo gioia a nostra volta.

La consapevolezza che tanto viene pubblicizzata dalle filosofie orientali e dai terapeuti occidentali, è appunto il rendersi conto che il nostro essere più intimo (il nostro IO, il nostro Sé, la nostra Anima o Spirito) non è la nostra mente. La nostra Coscienza è colei che usa la mente come strumento principale con cui facciamo esperienza nel mondo, nella nostra Realtà.

Il cervello recepisce ed elabora i segnali dai nostri sensi. Vista, udito, tatto, olfatto e gusto servono per farci interagire nel nostro ambiente. La mente elabora milioni di informazioni al secondo derivanti dall’esterno attraverso i 5 sensi, ed ogni volta che rivive uno schema già conosciuto reagisce facendoci provare un emozione o uno stato d’animo.

Se guardo il mare provo una sensazione piacevole e nostalgica. Se ascolto una canzone provo gioia e commozione. Se sento un odore familiare di quando ero bambino rivivo i ricordi con le sensazioni associate.

Se sentiamo o leggiamo di brutte notizie come l’aumento delle tasse, un nuovo terremoto, maltrattamenti di esseri umani o animali, violenze di ogni genere, ecc. potrebbero scattare in automatico emozioni come rabbia, tristezza ed un senso di impotenza che potrebbero durare molto tempo. Questo accade per una questione di empatia, che ci fa provare l’emozione associata a ciò che vediamo. Questo va bene se poi queste emozioni non durano tutta la giornata o anche di più. È un dono di Madre Natura provare empatia ma non dobbiamo cadere nel tranello di stare male più del necessario.

Se ti stanno a cuore gli animali è giusto provare tristezza se veniamo a conoscenza di maltrattamenti ma poi dobbiamo riuscire a convertire quell’emozioni in un qualcosa di utile. Possiamo partecipare attivamente ad associazioni che difendono i nostri piccoli amici a 4 zampe oppure fare del volontariato, ma senza dimenticarci che il nostro benessere è importante allo stesso modo, quindi trovare il modo di agire senza per forza stare male o essere arrabbiati in continuazione.

Stessa cosa per i diritti umani, per la salvaguardia del pianeta, l’impegno politico per il benessere dei propri concittadini, aiutare i più sfortunati, ecc.. E’ nobile agire spinti dall’empatia che proviamo per loro, ma senza farsi travolgere costantemente dai comuni malesseri come rabbia, tristezza continua.

Essere emozionalmente preparati come i vigili del fuoco, medici e infermieri negli ospedali, che per lavoro sono costantemente immersi nella sofferenza ma riescono a fare il proprio dovere con il distacco necessario. Anche perché altrimenti non potrebbero dare il proprio contributo al 100% delle loro possibilità.

Questo qualità potrebbe sembrare qualcosa come un dono o una predisposizione naturale del proprio carattere ed a volte è così. Ma è stato ampiamente dimostrato anche che si può imparare ad agire allo stesso modo aumentando la propria consapevolezza a riguardo.

Quando si vive costantemente in un stato di malessere che ci crea disagio è proprio la mancanza della consapevolezza che ci tiene prigionieri.

Vivere con il presupposto che noi non siamo il nostro cervello, ma che quest’ultimo potrebbe trasformare la nostra esperienza quotidiana in un continuo stato negativo, è il primo passo verso la salvezza.

Se crediamo di essere fatti così e di non poter cambiare allora non andremo alla ricerca di risposte e soluzioni che ci potrebbero essere utili. Se invece prendiamo coscienza del fatto che il computer (o macchinario) dentro la nostra testa è responsabile delle sensazioni e dei nostri comportamenti non voluti, allora potremmo scoprire un milione di modi per poter porre rimedio e finalmente liberarci dalle nostre catene. E cosa più importante cesserebbero i giudizi che diamo a noi stessi come persone sbagliate o altro di negativo…

Dobbiamo creare una giusta ed equilibrata dissociazione dalla nostra mente e non immedesimarsi con essa.

Se avessimo un problema ad una gamba che ci costringe a zoppicare ma poi scoprissimo un ortopedico che può correggere il nostro difetto, faremo di tutto per rimediare al nostro problema senza troppe remore e senza provare sensazioni negative.

Il nostro cervello ha lo stesso principio. Se ha imparato nel nostro passato a farci provare sensazioni non volute ci sono tutti gli strumenti per poter migliorare la situazione.

I modi sono davvero tanti. Già il solo rendersi conto che c’è una via d’uscita aiuta parecchio.

Potresti trovare soluzioni con metodi Orientali, facendo Yoga, meditazione o seguendo qualche filosofia di vita tipo Zen o simili.

Oppure potresti farti aiutare da un professionista della psicoterapia o da un personal coach di PNL (o scuole simili), che ti apra la mente a nuove possibilità che ora potresti semplicemente ignorare.

C’è chi ha dato una svolta alla propria vita solamente leggendo un libro…

Quello che però è importante è far propri questi concetti:

  1. Il cervello è un organo del corpo alla pari di braccia, polmoni, gambe, ecc..
  2. In questo meraviglioso strumento ci sono meccanismi o programmi che sono responsabili di come ci comportiamo e di quello che proviamo a livello emozionale.
  3. Se qualcosa non ci piace si può riprogrammare con i giusti strumenti e con strategie adeguate. (base della PNL della Consapevolezza Orientale)

Noi non siamo dentro i nostri piedi, né dentro le nostre braccia, né dentro i nostri polmoni e tanto meno dentro la nostra testa. La nostra Coscienza non è qualcosa che puoi trovare nel corpo umano…

Il nostro IO è qualcosa che trascende il nostro corpo.

Se credi spiritualmente di avere un’anima, uno spirito, o come preferisci chiamarlo, sarai d’accordo che esso non potrebbe risiedere in nessun posto del corpo specifico, semplicemente perchè non è una cosa materiale piazzata da qualche parte

Se sei una persona razionale e molto pragmatica che non crede in un essere superiore allora puoi benissimo pensare che la tua coscienza sia in tutto il corpo e non solo nella testa. Se fosse una caratteristica chimica del cervello molti animali ce l’avrebbero come noi…

La coscienza è l’osservatore dell’esperienza che stai vivendo, non è il tuo corpo. È lei che ride, che piange, che crea, che si sacrifica per gli altri, che sta veramente bene quando ama se stessa e ciò che lo circonda in perfetta armonia…

Qualunque sia la tua credenza del senso della Vita (religiosa o scientifica) non farti ingannare pensando di essere lo strumento (il corpo) con cui stai facendo l’ esperienza stessa.

Avere questa consapevolezza ti sarà utile per non darti addosso con giudizi negativi, per smettere di credere di essere errato in qualche modo e per poter cercare soluzioni e strategie quando si sbaglia o si hanno comportamenti non voluti.

Buone riflessioni
Marco

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About Marco
Sono Marco Odino, classe '72, autore di VeritaRelative.it. e del corso Eureka!® al suo interno. Affascinato e incuriosito dallo scoprire come funzionano gli esseri umani, (questo miscuglio di corpo, mente e anima), sono diventato un appassionato Ricercatore di tutto ciò che riguarda il Benessere Emotivo. Dalle antiche filosofie Orientali a quelle più moderne Occidentali. ;-)

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